L’emendamento troncato

Di Dario Esposito

Cesano Boscone-20130701-01203

L’ultimo Consiglio Comunale ci ha regalato una Variazione del Bilancio, che nei fatti ha già delineato quali saranno le prossime posizioni politiche. Diventa sempre più difficile e avvolte inspiegabile parlare di politiche ” eque “agli occhi delle persone – in questo caso dei cittadini Cesanesi – se poi le decisioni politiche vanno in tutt’altro senso. Ed è per questo che trovo fondamentale ampliare il discorso e dare ai cittadini una visione più chiara delle cose.

Prima di arrivare ad un Consiglio Comunale come quello avvenuto poco tempo fa, bisogna evidenziare il lavoro svolto in precedenza da gli esponenti del Pd . Non è un mistero che nella prima approvazione del bilancio i soldi stanziati per lo sport ammontavano a 0 e per la cultura a 45 mila – di cui 5 destinati all’ANPI – soluzione che in questi termini pareva inaccettabile, soprattutto  per molti che come me avevano lavorato ad un progetto su: cultura, associazionismo, integrazione e che prevedeva un sostanziale equilibrio tra le due  voci, in modo che un elemento non prevaricasse troppo sull’altro.

In primis perché lo sport è il primo strumento di cultura e di integrazione, in secondo luogo perché lo sport è un’attività umana che riguarda almeno 4 importanti dimensioni: la salute, l’educazione, la socialità, la qualità della vita. Lo sport di base e l’attività fisica, infatti dovrebbero costituire un diritto fondamentale di tutti i cittadini

Le indicazioni politiche poste nel documento elaborato dal Partito Democratico – con prima firma a mio nome  –  rispecchiavano in pieno la scelta fatta dai 5 consiglieri Pd ( Negri , Bersani, Rubichi , Robbiati, Ursino ) nella presentazione dell’emendamento, cioè la destinazione allo sport di altri 10 mila euro decurtandoli dal settore cultura  , anche perché l’obbiettivo principale di quel documento programmatico era volto a ristabilire una giusta equità tra i vari settori.

ma si può mai mettere in contrapposizione cultura e sport? No, non è possibile, visto che sono due elementi fondamentali per la crescita di una città, e che indistintamente devono essere valorizzati e accompagnati, anche attraverso un processo finanziario, visto che sport e cultura sono due campi dove l’importanza dell’ investimento  è fondamentale.

Ma ciò che è stato posto durante l’ultimo consiglio Comunale è una mistificazione della realtà. Che cos’è la cultura per Cesano Boscone? che cos’è la cultura in generale? Di certo non è soltanto Festa Patronale, ed è impensabile continuare a ragionare a questi livelli

E’ un idea assurda se solo pensiamo  alle cifre messe in campo.  In pratica, la voce cultura ammonta a 105mila euro mentre per tutto lo sport Cesanese si parla solo di 15mila euro e siccome si è cominciato a parlare di un possibile contributo diretto per l’evento del 2013 – che pare si possa aggirare intorno ai 30mila euro– che va poi a sommarsi ai 40 mila euro già destinati alla copertura del debito, il divario diventa ancora più pauroso

Allora voglio riprendere anch’io la domanda posta in essere dal capogruppo Simone Negri “è possibile che a fronte di 15mila euro destinati a tutto lo sport cesanese e per attività che coprono tutto l’anno solare, la festa patronale ne assorba invece ben 70mila per tre settimane? “

La risposta è ovviamente no.

La verità è che quello a cui abbiamo assistito è stato il gioco del Risiko politico Cesanese,  Non è un caso che i 2 firmatari dell’emendamento ( Bersani e Negri ) siano anche due candidati alle Primarie del Centro Sinistra, ed il rischio a questo punto per gli avversari politici – che non si trovano solo nell’emisfero destro del consiglio – era che far passare quell’emendamento, sarebbe stato un bellissimo biglietto da visita per entrambi, accentuando ancora di più il pasticciato  lavoro fatto dall’assessore al Bilancio ( candidato anche lui alle primarie ) in questa specifica occasione,

Invece  le ” larghe intese” hanno avuto il sopravvento ancora una volta e gli interessi di pochi hanno prevalso sulla comunità.

Un operazione inaccettabile se si vuole  pensare a politiche più eque e di sostegno per Cultura (quella vera) e per lo sport

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