Primarie centrosinistra, Renzi a quasi 10 punti da Bersani. Polemica sullo spoglio

Di Dario Esposito

Sul sito conteggi sospesi alle 2.25. Poi, alle 9.15, compare la scritta “risultati ufficiosi” con il segretario Pd avanti di quasi 10 punti sul sindaco di Firenze. Ma senza più riferimenti alle sezioni scrutinate. Renzi: “Qualcosa non torna, bisogna pubblicare i verbali di ogni seggio”. Bersani: “Queste sono briciole di problemi. Non c’è bisogno di fuoco amico”. Entrambi sono a caccia dei voti di Vendola, ma il primo cittadino dice: “Posso sottrarne anche al mio sfidante”

I dati pubblicati dicono che Pierluigi Bersani ha staccato di quasi 10 punti Matteo Renzi alle primarie di centrosinistra (leggi la cronaca di ieri). E che hanno votato 3,1 milioni di persone. Il ballottaggio domenica prossima è ormai una certezza. Ma i risultati non sono ancora definitivi. Anzi, secondo il comitato stesso, sono “ufficiosi”. Fino alle 9 di questa mattina, cliccando sul sito ufficiale delle Primarie di centrosinistra, Italiabenecomune.it, i risultati dello spoglio erano aggiornati alle 2.25, con 3.992 seggi scrutinati su 9.232. Un aggiornamento “a rilento” che ha sollevato qualche dubbio, facendo pensare a problemi nel sistema di conteggio dei voti. I dubbi, in realtà, si sono rafforzati alle 9.15 quando, dopo le dichiarazioni di Nico Stumpo, coordinatore nazionale delle Primarie di centrosinistra, che ha parlato di “possibilità solo di minime variazioni”, sul sito è comparso un cartello con la scritta “risultati ufficiosi” e con nuove percentuali: Bersani è al 44,9%,Renzi al 35,5%, Vendola al 15,6%, Puppato al 2,6% e Tabacci all’1,4%. Ma senza alcun riferimento alle sezioni scrutinate. Interrompendo così l’aggiornamento progressivo avviato ieri sera.

Nico Stumpo ha minimizzato il problema: “I dati attuali possono avere solo minime variazioni, ma già ieri si poteva discutere più o meno con gli stessi numeri”. I dati forniti dal comitato vengono subitocontestati da Renzi in un messaggio su twitter. “I dati ufficiosi? Vorremmo quelli ufficiali. Non è difficile. Basta mettere online i verbali dei seggi. In ogni caso andiamo al ballottaggio”. Secca la replica di Bersani, che liquida in poche parole la questione: “Ci penseranno i garanti. Non mettiamo briciole di problemi in questa grandissima giornata. Ci sono i garanti, noi siamo gente per bene”. Poi, su Renzi, il segretario Pd rincara la dose: “Con Matteo ci siamo mandati dei messaggini, poi stasera ci vediamo a Milano (entrambi parteciperanno a Che tempo che fa, ma il faccia a faccia sarà solo mercoledì). Ci siamo scambiati gli auguri, le cose buone. Lui ha sempre il difettuccio di dire “noi e loro”, ma noi siamo noi tutti noi, loro è Berlusconi. Non c’è bisogno di fuoco amico, l’avversario è la destra”. Pochi minuti, ed ecco la replica di Renzi: “Io continuerò a dire fino a domenica ‘noi e loro’. Perché è vero: c’è un noi e un loro”. Lo dice Matteo Renzi rispondendo a Pier Luigi Bersani. “La squadra è la stessa ma con allenatori diversi: uno per il catenaccio, l’altro per il calcio totale. Con me D’Alema e Bindi restano in panchina. E questo riguarda tante piccole grandi scelte”.

Nicola Danti, del Comitato nazionale Matteo Renzi, punta dritto contro il comitato: “Ringraziamo Nico Stumpo e tutti i volontari per il difficile lavoro fatto stanotte. Il risultato è chiaro e incontrovertibile: si va al ballottaggio con Pier Luigi Bersani in testa e Matteo Renzi staccato di qualche punto. Qui iniziano i problemi: Stumpo oggi dice che i punti di distacco sono 9. I dati acquisiti dai nostri rappresentanti di lista, ancorché provvisori, ci consegnano un dato diverso: 43,4 contro 38,8″. Poi ribadisce quanto detto da Renzi: “Pensiamo che ci sia un solo modo per fugare i dubbi: che Nico Stumpo pubblichi online sul sito tutti i verbali dei nove mila seggi. Aggregare i dati su base provinciale come ha fatto Nico Stumpo è molto discutibile. Per rispetto di chi ha fatto ore di coda è giusto dare i dati veri e chiari”.

“C’è qualcuno che vuole fare confusione gettando un’ombra sulla grande giornata di democrazia e sui risultati del primo turno delle primarie”, risponde il bersaniano Davide Zoggia del Pd. “Ma i numeri stanno lì a dire che più di 3 milioni di cittadini hanno partecipato alla consultazione e che Bersani ha quasi 10 punti di vantaggio su Renzi. Avviamoci serenamente a preparare un’altra festa della democrazia domenica 2 dicembre rispettando la realtà e le regole”. Insomma, nonostante il fair play mostrato anche ieri sera dai due principali contendenti, sono staff e spin doctor a far salire la tensione. E così, in poco tempo, dai renziani è arrivata la controreplica. ”Nessuno mette in dubbio nulla – ha detto Simona Bonafè, del comitato Matteo Renzi – chiediamo solo che tutti i verbali del voto di ieri siano messi online. Essere a meno cinque o a meno nove da Bersani non cambia – aggiunge Bonafè – perché, come ha detto Matteo Renzi, al ballottaggio si parte da zero a zero: però i verbali devono essere messi online affinché ci sia più trasparenza e chiarezza sui risultati”.

Intanto, nel pomeriggio, i due sfidanti al ballottaggio hanno incontrato la stampa. Bersani ha spiegato così la ragione per cui ha ottenuto la maggioranza dei voti: ”Gli italiani penso che abbiano in testa sia l’esigenza di cambiamento sia di rassicurazione. Quando ho parlato di papa Giovanni – ha detto – era un inno a un certo riformismo, rendere l’idea di certo cambiamento: lui i cambiamenti li ha fatti sul serio, senza bisogno di avere un nemico e sempre trasmettendo serenità e sicurezza”. Renzi, invece, si è proiettato sull’appuntamento di domenica. Rilanciando la sfida: “Credo che chi crede che il centrosinistra ha fatto bene in questi anni faccia molto bene a scegliere Bersani, chi vuole cambiare sceglie noi. Chi si accontenta di come sono andate le cose sceglie Bersani. Sarà un grande derby tra usato sicuro e innovazione“. Il sindaco di Firenze spiega di voler intercettare i voti del segretario Pd: “Sono convinto che siamo in grado di spostare una parte dei voti di Bersani, voglio andarli a prendere. Tabacci, Puppato e Vendola con cui colmare la distanza di 250 mila voti”.

Buona parte delle dichiarazioni di Renzi e Bersani si sono concentrate sui voti di Vendola. Il leader di Sel dimostra una maggiore predisposizione per Bersani, ma avverte: “Vogliamo sentire profumo di sinistra. E il segretario deve convincere i cinquecentomila che mi hanno scelto, non me”. Renzi, in realtà, non si arrende:  ”Vendola si è impegnato a non farmi vincere: questo non significa che il travaso dei suoi voti vada tutto su Bersani. La maggior parte del voto di Vendola è d’opinione e noi su gran parte di esso abbiamo grandi possibilità”. Bersani, invece, parla di dialogo possibile: “Nichi era i condizioni difficili ma il risultato è degno di nota. Alcuni temi, alcuni valori, sono comuni. Credo che con i suoi elettori sia possibile un dialogo, senza accordicchi, con serietà, perché io e Vendola siamo fatti così”.

 

 

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3 risposte a “Primarie centrosinistra, Renzi a quasi 10 punti da Bersani. Polemica sullo spoglio

  1. A me Renzi è parso un po’ il bambino che batte i piedini perché il suo compagno di classe ha un panino più grande per merenda. Vanno bene i verbali online, ma l’insistenza che c’è stata sui dati che avevano loro e non il resto del mondo mi è parsa un po’ eccessiva. A me personalmente Renzi fa un po’ paura, parlare di politica come di una concessionaria e fare di tutta l’erba un fascio non mi garba.
    D’altra parte, queste primarie hanno fatto battere i piedini anche a Grillo, che si trova a dover fare i conti con chi nella politica ancora ha speranza e a cui non riesce a dare altro che dei deficienti (la storia del bromuro sociale ne è una prova).
    Ad ogni modo, gran bel dossier 😉

  2. E’ vero anche che nel bene o nel male Matteo Renzi ha mosso qualcosa all’interno del Pd e non solo…sta portando avanti una battaglia -su questo non vorrei dare giudizi- ma affrontare tutto l’ Endorsement del Pd non è cosa semplice, e credo che ci sta avvolte battere i piedi a terra
    Posso assicurarti solo che le mie idee politiche sono molto lontane da quelle di Renzi ma di principio non mi piace demonizzare nessuno, ora ci accingiamo al secondo turno….speriamo di sentire qualcosa di più sui contenuti

  3. Figurati… si parla di quello che ha detto/fatto. Non sarò certo io a dire che non deve andare al governo per questo o per quel motivo, senza riscontro pratico non si può demonizzare nessuno, hai ragione. Preferirei vedere altri governo però.
    Anche io ho sentito una carenza a livello di contenuti da entrambe le parti del ballottaggio, quindi sì, staremo a vedere. Stasera è un buon punto di partenza.

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